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Postato alle 05:46 di lunedì, 06 luglio 2009
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Masaghepensu]
05-07-2009
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| Caritas, ok regolarizzazione badanti o boomerang |
ROMA - "Se posta in questi termini, è un'iniziativa giusta: forse si sono accorti che alcune misure del pacchetto sicurezza potevano diventare un boomerang". E' il commento di Oliviero Forti, responsabile immigrazione della Caritas, sulla proposta di regolarizzazione di colf e badanti lanciata dal sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi. Una proposta che "forse prende atto della difficile applicazione concreta delle nuove disposizioni", afferma Forti. "Già mesi fa, prima che si discutesse delle nuove norme sulla sicurezza - prosegue -, avevamo chiesto al governo di prendere atto della situazione drammatica in cui versano tante collaboratrici domestiche. La nostra richiesta andava nella direzione o di un intervento sulle quote, visto che i numeri sono troppo bassi rispetto alle richieste, o di un atto straordinario, d'urgenza. L'importante è dare tranquillità alle famiglie e anche agli immigrati che svolgono queste attività, altamente precarie, tra l'altro". Forti tiene a precisare che con le nuove norme sulla sicurezza, "per le famiglie, nei fatti, non cambia nulla, perché già prima la legge vietava l'impiego di manodopera irregolare. Ma si è diffuso un clima di paura, con reazioni a catena".
Ora iniziano le divergenze di idee. È da domandarsi ancora una volta, che cosa rende così forti Bossi & C. Come ho ribadito altre volte, esistono segreti non rivelati ma, scottanti che rendono Berlusconi ricattabile. Che io sappia, quando
Berlusconi iniziò la carriere politica, Bossi, incaricò un investigatore svizzero di indagare sui Conti elvetici di Fininvest nelle Banche del Ticino. Avevo file e filmati sull'argomento, purtroppo, andarono persi. Ma è certo, Berlusconi viene ricattato dalla Lega. Non esiste "amicizia" tra i due personaggi B&B, solo segreti che, ad ogni costo, devono restare segreti. Un saluto.........................
Maseghepensu
(Ma se ci penso) viviamo in una cloaca.
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Postato alle 21:09 di domenica, 05 luglio 2009
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Masaghepensu]
Vignetta
Postato alle 21:04 di domenica, 05 luglio 2009
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Masaghepensu]
Postato alle 16:22 di domenica, 05 luglio 2009
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Masaghepensu]
2009-07
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(Di Francesco Cerri)
MADRID - Parte in salita per il premier portoghese José Socrates, alla guida dell'ultimo governo Ue a maggioranza assoluta socialista in parlamento, la lunga campagna verso le politiche del 27 settembre, con le dimissioni del ministro dell'economia Manuel Pinho colpevole di un gestaccio verso il capogruppo dell'opposizione comunista Bernardino Soares. L'incidente si è verificato durante il dibattito sullo stato della nazione, l'ultimo prima dello scigliemento delle camere. Soares nel suo intervento stava duramente criticando l'operato di Pinho nella vicenda delle miniere di zinco di Aljustrel, nel sud del paese, minacciate di chiusura. Seduto sul banco del governo Pinho, visibilmente irritato, ha guardato male il leader comunista, poi ha portato le due mani, indici tesi, sui due lati della testa e gli ha fatto il segno delle corna. Ossia "cornuto". Un insulto pesante, per di più registrato dalle Tv presenti nell'aula di palazzo Sao Bento.
L'opposizione è subito insorta, chiedendo le immediate dimissioni del ministro, che ha lasciato l'aula. Scuro in volto Socrates è intervenuto per condannare il "comportamento inammissibile" di Pinho e presentare le scuse del governo. Poco dopo lannuncio delle dimissioni. L'interim sarà assicurato fino alle elezioni dal ministro delle finanze Fernando Teixeira dos Santos. L'incidente è rivelatore del nervosismo che si è diffuso in seno al potere socialista dopo le europee, inaspettatamente vinte dal principale partito del'opposizione dei centrodestra, il Psd di Manuela Ferreira Leite, con il 31,75 contro il 26,6% del Ps. Socrates, che fino alle europee sperava di riconquistare alle politiche una maggioranza assoluta, ora vede profilarsi invece il rischio di perdere la guida del paese. Questo anche perché il Ps è sempre di più indebolito a sinistra dalla crescita dei comunisti del Cdu e dei trotzkisti di Be che alle europee hanno ottenuto il 21%.
L'incidente delle 'corna' del ministro è anche rivelatore, sottolinea il Journal de Noticias del clima sempre più infuocato fra i vari partiti portoghese in vista delle politiche, con i socialisti sotto il fuoco incrociato di destra e sinistra. All'indomani del voto, se nessuno avrà la maggioranza aassoluta, potrebbe essere difficile formare una coalizione che governi il paese.
(ANSA)
In Italia, venisse usato lo stesso sistema (una meraviglia) il Governo sarebbe andato a casa da quindici anni. Più chiaramente, non sarebbe mai esistito con questa gente. Ma, gli italioti, se lo sono scelto......
Maseghepensu
(Ma se ci penso)... dovrei chiamare il 118 |
Postato alle 16:11 di domenica, 05 luglio 2009
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Masaghepensu]
| ALLARME BANKITALIA: AUMENTANO BANCONOTE FALSE |
Occhio soprattutto ai 20 euro. L'incremento delle contraffazioni registrato in Italia è in linea con quanto avvenuto nel resto d'Europa |
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| I TEMPORALI SI SPOSTANO A NORD A 3 KM L'ANNO |
La pioggia si allontana dall'equatore, timori per la siccità nelle zone tropicali e subtropicali |
Postato alle 16:06 di domenica, 05 luglio 2009
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Masaghepensu]
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| Il presidio medico avanzato (PMA) di Preturo |
| Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta è in visita alla scuola della Guardia di Finanza di Coppito. Domani l'ok definitivo di Berlusconi ai preparativi per il summit dell'8 luglio |
| Pronto piano evacuazione, scattera' da 4-4.5 magnitudo |
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Abbiate pazienza, e ho già postato sull'argomento, um "ma" resta comunque, se gia la prima scossa, fosse superiore di un paio di punti a quella prevista? Cosa farebbe la protezione Civile in tal caso ?
Maseghepensu
(Ma se ci penso) eccome ci penso....
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Postato alle 15:49 di domenica, 05 luglio 2009
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Masaghepensu]
5 Luglio 2009
Mafia spa
Un ministro della Repubblica Italiana, Lunardi, disse che con la mafia bisogna convivere. Ma per convivere con qualcuno o con qualcosa bisogna prima definire cos'è. E cosa sono le mafie oggi? Di quanti parlamentari, sindaci, assessori dispongono? Le mafie fanno eleggere i loro uomini democraticamente in Parlamento. Sono presenti nei consigli di amministrazione delle banche, delle grandi industrie, delle società immobiliari. Ovunque ci sia la possibilità di riciclare centinaia di miliardi di euro.
In un anno le mafie italiane producono un fatturato di 130 miliardi di euro (stima 2003). Il 70% è profitto, possono reinvestire quasi 100 miliardi all'anno. Comprare ciò che vogliono, chi vogliono. La vita e la morte di un uomo.Trasformare il loro denaro in attività all'apparenza rispettabili. Il PIL delle mafie italiane è superiore a quello dei medi Stati del mondo. Più di quello della Croazia o della Romania. Le mafie sono il più importante e sicuro datore di lavoro (pagano sempre) nel Sud. Grazie alle mafie vivono in modo diretto o indiretto il 27% dei calabresi, il 12% dei campani, il 10% dei siciliani (*). Chi ti dà il pane quotidiano, in mancanza di alternative, diventa il tuo padrone. Le mafie sono la più importante industria del Paese e il primo datore di lavoro nel Mezzogiorno.
Al fatturato diretto delle mafie va aggiunto il fatturato ottenuto dai loro investimenti attraverso il riciclaggio. Nell'ultimo decennio, la somma dei profitti è stata pari a circa 1.000 miliardi di euro. Quanto rendono 1.000 miliardi di euro riciclati in termini politici, finanziari, di influenza sul Governo? E' necessario capire se esiste ancora un confine, e qual è, tra mafie e Stato, tra economia "pulita" e economia mafiosa. Se esiste ancora un'economia "pulita". Se l'economia di uno Stato può sopravvivere senza la partecipazione dei capitali mafiosi. Se è lo Stato a dover convivere con le mafie, o le mafie con lo Stato. Se lo Stato è diventato mafioso dentro, o le mafie sono diventate governative, tutrici del'ordine costituito. Mangano eroe insieme a Borsellino nel Pantheon della Patria. Andreotti senatore prescritto a vita per mafia e per meriti di governo.
I soldi non sono democratici, chi li ha comanda nelle democrazie capitaliste e oggi li hanno le mafie. Dobbiamo domandarci se esiste ancora qualcosa che non sia definibile come mafioso. Se dalla convivenza con le mafie si sia passati a una lenta integrazione che diluisce e inghiotte tutto e tutti.
(*) Dati tratti dal libro "Mafia Pulita" edito da Longanesi
Ps: le boe sono rosse. Ripeto: le boe sono rosse.
Postato da Beppe Grillo il 05.07.09 15:40 | Economia |
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E i controllori? Nessuna paura, i controllori sono i controllati, e, da Roma tutto viene "filtrato dai Politici mafiosi stessi. Funziona, a meraviglia e senza intoppi.
Magari farete fatica a crederci, ma domandate a Grillo a Travaglio oppure a DiPietro. Salutoni......................
Maseghepensu
(Ma se ci penso) mi ven da vomitare, scusate.!
Postato alle 15:35 di domenica, 05 luglio 2009
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Masaghepensu]
Controlli e limitazioni nel raggio di tre chilometri attorno alla caserma della Guardia di Finanza
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| La caserma della Guardia di finanza di Coppito (Ansa) |
L'AQUILA - Scatta la «zona rossa»: fino alla mezzanotte dell'11 luglio è "off limits" la caserma della Guardia di finanza, sede del G8 (e l'area circostante, per un raggio di almeno tre chilometri intorno alla struttura). È possibile circolare soltanto se si è muniti di uno speciale pass. Anche i residenti sono sottoposti a norme di controllo e sicurezza e possono viaggiare soltanto se hanno un permesso e possibilmente a piedi.
ULTIMI CONTROLLI - Quelli che devono muoversi per lavoro, o semplicemente perché risiedono in quella zona, dovranno farlo a bordo di speciali navette messe a disposizione dalla Protezione civile. Di fatto, insomma, sono cominciate le prove generali sulla sicurezza del G8, in attesa che lunedì il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, all'Aquila per la 17/ma volta dal terremoto del 6 aprile, controlli che sia stato realizzato tutto secondo le disposizioni e dia l'ok definitivo in vista del summit.
IN CASO DI TERREMOTO - Tra le preoccupazioni c'è anche quella di una possibile scossa durante il summit (a L'Aquila la terra continua a tremare). Qualora si verifichi un sisma di magnitudo 4-4.5, si darà il via all'evacuazione degli edifici dove si terrà il G8. In vista di questa eventualità, la scorsa settimana - secondo quanto si apprende - si è svolta un' esercitazione fra i soggetti interessati; fra queste le forze dell'ordine, la protezione civile, la Croce Rossa Italiana, nonché alcune delegazioni. Questo a grandi linee il piano previsto. Se si verifica una scossa di terremoto importante, a partire dai 4-4.5 magnitudo - sempre secondo quanto è stato possibile apprendere - scatterà il piano evacuazione: le delegazioni saranno ospitate, in un primo momento, in tende appositamente predisposte. A questo punto entreranno in funzione i tecnici dei Vigili del Fuoco che accerteranno l'agibilità della struttura e daranno l'autorizzazione, o meno, a rientrare. Anche in caso di rientro autorizzato, ogni delegazione liberamente - sempre secondo quanto si apprende - potrà decidere o meno se tornare al lavoro. Se dovesse decidere per il no, con una scorta sarà accompagnata all'aeroporto di Preturo per il rientro a casa. Gli esperti ritengono che la caserma che ospiterà i Grandi, costruita con criteri antisismici, è a prova di scosse, è forte e reggerà «sicuramente» anche ad un terremoto molto forte, almeno quanto quello del 6 aprile. Tuttavia, nel caso puramente teorico che i tecnici dei Vigili del fuoco non dovessero dare l'ok, il G8 all'Aquila sarà finito e i lavori dovranno essere spostati altrove. Secondo quanto si apprende da fonte attendibile, infatti, «non esiste nel capoluogo abruzzese una struttura provvisoria ed alternativa da utilizzare in risposta ad un terremoto molto grave».
Più che giusto tutte queste precauzioni, se non fosse che, su invito di Silvio, potrebbe entrare chiunque, basta sia una bella "gnocca". Lo trovate strano? Ma se è già avvenuto....!! E, senza controlli, bastava l'invito del cavalier rampante.
Maseghepensu
(Ma se ci penso)
Postato alle 15:27 di domenica, 05 luglio 2009
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Masaghepensu]
IN INGHILTERRA
Il capo degli 007 bruciato da Facebook
Imbarazzo per la moglie di John Sawers che pubblica le foto sul Web
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| John Sawers (Reuters) |
MILANO - Era stato nominato da poco nuovo capo degli 007 di sua Maestà, ma la moglie, ingenuamente, ha pubblicato foto di famiglia e dettagli personali su Facebook mettendo a rischio la sicurezza di John Sawers e in discussione la sua stessa permanenza al vertice dei servizi di intelligence britannici. Lo riferiscono oggi diversi quotidiani britannici, che pubblicano alcune foto diffuse sulle pagine di Facebook, il social network più diffuso della rete, dell’attuale ambasciatore britannico alle Nazioni Unite che dovrebbe assumere il nuovo incarico nel mese di novembre. Così si vede il futuro responsabile dell’MI6 giocare a frisbee sulla spiaggia, sorridere assieme alla figlia o indossare un copricapo da Babbo Natale. Alcuni amici della moglie hanno inviato messaggi di auguri su Facebook per la nomina dell’"Uncle C" (Zio C, ndr), come una volta veniva chiamato il capo dei servizi segreti britannici. L’episodio ha provocato imbarazzo non solo nella famiglia di Sawers. La pagina sul social network è stata subito oscurata, ma parlamentari dell’opposizione hanno affermato che le rivelazioni provocano una crepa nel sistema di sicurezza del Paese. (Agi)
Due modi diversi di vita, Nell'Isola, per una sciocchezza, devono far "fagotto".
Postato alle 14:31 di domenica, 05 luglio 2009
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Masaghepensu]
Ferrara: «Per silvio finirà bene, ma si dia una calmata»
Il Times: «In arrivo altre foto
scattate a Villa Certosa»
Le immagini sarebbero pubblicate poco prima del G8: tra queste il finto matrimonio di Berlusconi e un bacio saffico
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| Villa Certosa |
MILANO - Il britannico "Times" annuncia altre foto scattate a Villa Certosa in arrivo «subito prima dell’inizio summit» del G8, mercoledì, «per ottenere il massimo impatto». Questo, perlomeno, sarebbe l'obiettivo di «varie pubblicazioni europee» che stanno cercando di acquistare le fotografie realizzate da Antonello Zappaddu nel 2007 e 2008.
SCATTI - Secondo il domenicale del "Times", tra gli scatti che «minacciano di imbarazzare il premier italiano alla vigilia del vertice G8» ce n'è uno che riprende Silvio Berlusconi «con un grande sorriso mentre due ragazze si stanno baciando davanti a lui nella sua residenza sarda, oltre a fotografie del «finto matrimonio» di cui si è molto vociferato. Ma queste stesse fotografie - si legge - minacciano di imbarazzare il presidente del Consiglio alla vigilia del summit del G8».
D'ADDARIO - Intanto sul sito del quotidiano spagnolo 'El Pais' è stata pubblicata una intervista alla escort Patrizia D'Addario che ripete come andò la sua serata con il premier a Palazzo Grazioli.
FERRARA - Intanto a proposito delle feste di Berlusconi interviene di nuovo Giuliano Ferrara. «Come finirà? Ovviamente bene - dice in un'intervista all'Unione Sarda («Io, Silvio e le escort - Siamo molto amici ma teniamo a darci del lei»). - Vi sono due possibilità: Berlusconi perde tutto e naufraga in un mare di belle ragazze. Prospettiva non terribile. Altra ipotesi è che sopravviva allo scandalo e si dia una calmata. Arrivando a fine legislatura? Certo, ma dandosi una calmata». «Se Berlusconi regge, se supera questa crisi, se fa qualcosa di non troppo arrogante anche per far capire che qualche errore nella distribuzione degli inviti nelle sue dimore l'ha fatto - spiega Ferrara - se va oltre questa sindrome da 25 luglio, magari con l'aiuto di Napolitano, andrà tutto bene. L'unico suo nemico, e l'ha capito benissimo tant'è che l'ha buttato fuori dalla maggioranza, è Pier Ferdinando Casini. Perché Casini è democristiano, e questo dice tutto».
Postato alle 07:32 di domenica, 05 luglio 2009
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Masaghepensu]
Postato alle 07:23 di domenica, 05 luglio 2009
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Masaghepensu]
Il Times: "Gli altri leader ne approfitteranno per avere concessioni"
Ft e Guardian "violano" la zona rossa: "Ecco il campo da basket per Obama"
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA - I leader del mondo cercheranno di sfruttare la "debolezza" politica in cui si trova Silvio Berlusconi a causa degli scandali attorno alla sua vita privata, per strapparegli concessioni durante il summit del G8 che si tiene la settimana prossima all'Aquila. E' questo il titolo che il Times di Londra dedica a un paginone
Né Brown, né gli altri presidenti e premier nomineranno in pubblico "lo scandalo che circonda Berlusconi, la cui moglie ha chiesto il divorzio per i suoi rapporti con una serie di giovani donne", riporta Philip Webster, "ma i negoziatori sperano di capitalizzare sulle debolezze del premier italiano e vincere concessioni su punti chiave, tra cui gli aiuti per i paesi in via di sviluppo e il cambiamento climatico". Gli altri sette leader "non sono rimasti bene impressionati finora dalla presidenza italiana" del G8, sostiene il di servizi sul vertice tra i capi di governo delle otto più ricche democrazie della terra. Il primo ministro britannico, Gordon Brown, potrà consolarsi "che il padrone di casa ha più problemi di lui", scrive il quotidiano londinese, in un articolo di indiscrezioni sulle aspettative per l'incontro in Abruzzo. Times. Per esempio, gli aiuti ai paesi in via di sviluppo sono una priorità di questo come dei vertici passati, ma il comportamento dell'Italia al riguardo è stato "una totale vergogna", secondo uno degli sherpa che hanno preparato il summit.
Il nostro paese aveva promesso di spendere lo 0,5 per cento del suo pil in aiuti entro il 2010, ma ha speso meno dello 0,1. Brown, insieme al presidente francese Sarkozy e al cancelliere tedesco Angela Merkel, afferma il quotidiano londinese, intende chiedere conto di ciò a Berlusconi, proponendo un meccanismo per "nominare e svergognare" i paesi che non mantengono le promesse. Ai margini del G8 circolano perfino proposte di minacciare l'Italia con la perdita del suo posto nel club più esclusivo del mondo, e di rimpiazzarla con la Spagna, il cui comportamento riguardo agli aiuti al Terzo Mondo sta migliorando.
La convinzione generale dei leader stranieri, riassume il Times, è che Berlusconi sa di avere bisogno di fare qualche colpo ad effetto la settimana prossima, per dimostrare al proprio paese di essere uno statista di livello mondiale e far dimenticare i suoi guai domestici. "E' nei pasticci e se ne rende conto", dice un diplomatico al quotidiano di Londra. "Ci aspettiamo che tiri fuori qualcosa a sorpresa, ma fino ad ora è difficile immaginare cosa".
Un secondo articolo del Times individua un ulteriore problema per Berlusconi nell'assenza di sua moglie, Veronica Lario, che secondo il protocollo avrebbe dovuto accompagnare le altre first lady a una serie di eventi, mentre i mariti discutevano al summit. In mancanza della moglie di Berlusconi, che ha chiesto il divorzio, sarà la moglie del presidente della Repubblica, Clio Napolitano, a intrattenere le altre signore, scrive il corrispondente da Roma Richard Owen. Ma gli scandali in cui è impelagato il premier italiano hanno causato "complicazioni" e "abbassato le aspettative" sul summit, secondo una fonte interpellata dal giornalista britannico. Il suo articolo ricorda che la petizione lanciata da alcune accademiche italiane per esortare le first lady a boicottare il vertice, in segno di protesta per il comportamento "offensivo" di Berlusconi verso le donne, ha raccolto 12 mila firme, tra cui quelle dell'astrofisica Margarita Hack e della scrittrice Dacia Maraini. Berlusconi, continua l'articolo, ha provato a trarsi d'impaccio annunciando piani "non ancora confermati" per un'udienza papale concessa in massa a tutte le first lady, ma per ora il Vaticano "ha confermato solo un'udienza per il presidente Obama e la sua famiglia".
Un terzo articolo, sempre sul Times, raccoglie le proteste, la sfiducia e la rabbia dei residenti dell'Aquila, la città in cui si svolgerà il summit, che dicono di sentirsi dimenticati e traditi dal capo del governo italiano. "Se Berlusconi porterà i leader stranieri a visitare i senzacasa, farà meglio a evitare una donna di nome Gaetana", comincia l'articolo. "Abbiamo un primo ministro che vende fumo e sogni", dice all'inviato del Times la signora in questione, una dei 25 mila cittadini ancora nelle tendopoli (mentre altri 35 mila sono sparsi negli alberghi della costa Adriatica). La signora Gaetana crede alla promessa che le verrà data una casa in autunno? "No. Tutti i soldi sono stati spesi per il summit. A noi che cosa resterà?" Dichiara al Times il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente: "Ci sentiamo abbandonati da tutti. Dopo il G8, le luci dei riflettori non saranno più puntate su di noi e le cose diventeranno ancora peggio". Nota un'altra abitante della città, di nome Valentina: "Le nostre carte di credito e i nostri bancomat sono sotto le macerie. Non ci è permesso di andare a cercare di recuperarli. Lo stato ci aveva promesso 800 euro per tre mesi come risarcimento alle vittime del terremoto, ma io non ho visto un centesimo". E' invece contenta che il summit si faccia all'Aquila Graziella Tomei, che ha un albergo in città, ovviamente riempito dalle delegazioni del G8: spostare il vertice dalla Sardegna all'Abruzzo, dice, "è stato un colpo di genio".
Sul vertice scrivono anche il Financial Times e il Guardian. I preparativi per il summit sono così "caotici", afferma il quotidiano finanziario, che un suo inviato, insieme a quello del Guardian, sono riusciti a entrare nella zona il cui accesso è consentito solo a polizia e lavoratori che mettono gli ultimi tocchi alle residenze degli illustri ospiti in arrivo all'Aquila, senza che nessuna delle guardie se ne accorgesse. I due giornalisti inglesi hanno potuto visitare indisturbati la caserma della Guardia di Finanza ("il corpo che indaga tra l'altro sulle frodi fiscali, un reato per cui Berlusconi è attualmente sotto processo, non per la prima volta", nota il Guardian) e solo dopo un bel po' un poliziotto armato fino ai denti li ha fermati, identificati e ha distrutto le foto digitali che essi avevano scattato. O almeno, il poliziotto credeva di averle distrutte tutte: il Guardian ne pubblica stamani una, in cui si vede il campetto da basket approntato appositamente per Barack Obama, com'è noto grande appassionato di questo sport. Come ha fatto il Guardian a pubblicarla? E' un segreto, scrive il suo inviato. "Ne recisa recedit", aggiunge, citando il motto scritto sulla caserma della Guardia di Finanza in cui si svolgerà il summit: non ci arrendiamo mai. E il giornalista spiega ironicamente: "Come diciamo noi del Guardian".
Sul sito del Daily Telegraph, infine, c'è un articolo che elenca tutte le gaffe e le battute poco diplomatiche fatte da Berlusconi nei confronti degli ospiti che avrà con sé al summit: il premier italiano, nota il quotidiano britannico, "è riuscito a offendere personalmente i leader di ciascun paese del G8". Si va dall'aggettivo di "abbronzato" nei confronti di Obama, al commento apparentemente indirizzato a Sarkozy, "ti ho donato io la tua donna", ovvero l'italiana Carla Bruni. Chi sarà il prossimo suo bersaglio?, si chiede il Telegraph, osservando che gli italiani si augurano che il loro premier eviti nuove gaffe durante il vertice.
(4 luglio 2009)
(La Repubblica)
Non è una sorpresa se, il Governo italiano, rischia di essere"cacciato". Non è concepibile predicare bene e razzolare male come sempre fa. I Partner europei stanno prendendo posizione perchè si sono resi conto che, l'Italia, sta diventando anche per loro una palla al piede. Probabilmente è cio che la Lega desiderava, essere padroni a casa loro e, importante, poter fare quello che più gli aggrada. Ritornare, ad esempio, alla tanto amata Lira. Non penso sia la soluzione migliore, fare ritorno alla svalutazione. Certamente produrre a bassissimo costo, sarebbe vantaggioso per le Industrie italiane ma, certo no per i Lavoratori italiani. Questo Governo sta dando il colpo finale a ciò che gli italiani erano riusciti a conquistare. Non parlo della criminalità che, ormai, siede in Camera e Senato. La prova? Basta considerare, con mente serena, gli ultimi provvedimenti legislativi.
Buona domanica...................................Maseghepensu
(Ma se ci penso)
Postato alle 06:51 di domenica, 05 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
Riporto integralmente dalla pagina creata sul social network Ning. Alessandro Gilioli, Guido Scorza e Enzo Di Frenna. Aderisci scrivendo a dirittoallarete@gmail.com , ma puoi anche pubblicare il banner sul tuo sito (foto qui) o postando testi sulla pagina dell’iniziativa.
L’appello è opera di
Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere.
Le disposizioni contenute nel Decreto Alfano sulle intercettazioni rientrano all’interno di questa offensiva.
Il cosiddetto “obbligo di rettifica“ imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a …. ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell’obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.
Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.
I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c’è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i “citizen journalist“ se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.
La pluralità dell’informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.
Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.
Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E’ un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: “Non vogliamo farci imbavagliare”.
Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto. - scarica il banner.jpg
Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.
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Tags: censura, Intercettazioni
Scritto sabato, 4 luglio 2009 alle 14:37 nella categoria freedom. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.
Postato alle 20:52 di sabato, 04 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
3 Luglio 2009

Nell'attesa delle azioni legali del giudice della Consulta Paolo Maria Napolitano, che mi auguro ci siano davvero e non siano solo chiacchiere, non mi resta che commentare l'inadeguatezza a ricoprire il ruolo di giudici costituzionali di Mazzella e Napolitano. Ora pero' guardiamo la luna distogliendoci dal dito.
Il Capo dello Stato non si pronuncia, anzi, si pronuncia zittendo chi gli chiede di dissociarsi ed invitare i due “amici per la pelle” a dimettersi o quanto meno ad astenersi il 6 ottobre, giorno in cui, lo ricordo, la Consulta è chiamata a valutare la costituzionalità del lodo Alfano.
Mazzella risponde picche, scrive all’amico piduista Silvio Berlusconi, e tra una protesta e un’indignazione, comunque, non si schioda, anzi, fa sapere che non si asterrà il 6 ottobre. E il giudice Napolitano? Anche lui risponde picche, anche lui non si schioda, e anche lui dichiara che non si asterrà il 6 ottobre, ma per distinguersi dal collega oggi scrive a De Bortoli lamentando un “attacco furibondo”.
Il presidente della Corte, Amirante, con fare conciliante, invita ad abbassare i toni ma, nei fatti, lascia al loro posto i due giudici e decide di non escluderli il 6 ottobre dal giudizio di costituzionalità della legge 128.
Dunque, mentre è in corso una campagna mediatica per costringere i cittadini a guardare il dito, distolgono l’attenzione dai fatti, la luna. E la luna è chiara in questa notte della democrazia, sul lodo Alfano hanno già deciso ma, per ottenere la certezza della costituzionalità del lodo, quei due “amici per la pelle” sono indispensabili.
Postato da Antonio Di Pietro in
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Postato alle 20:49 di sabato, 04 luglio 2009
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Masaghepensu]
4 Luglio 2009

Voglio tornare, ancora una volta, sulla questione del lodo Alfano e della cena a casa del giudice Mazzella dove furono presenti l'imputato, e plurinquisito, Silvio Berlusconi, il ministro della Giustizia Alfano, due giudici della Corte costituzionale e un altro plurinquisito, l'onorevole Vizzini, tra l'altro presidente di commissione parlamentare Affari Costituzionali del Senato.
Allora, vediamo di capire: noi dell'Italia dei Valori abbiamo sollevato un problema, vale a dire l'incompatibilità di questi due giudici della Corte costituzionale, Mazzella e Napolitano, a partecipare all'udienza del 6 ottobre 2009, dove si deciderà se il lodo Alfano sia costituzionale o incostituzionale. Loro dicono che vogliono andare a cena con chi gli pare e piace, che hanno un rapporto di frequentazione e di amicizia con Berlusconi, che hanno fatto insieme tante cose. E a questo ci crediamo, tanto è vero che Mazzella è stato ministro del governo Berlusconi, mentre Napolitano è stato all'ufficio di Gabinetto del presidente della Camera Fini). Questi due signori rivendicano questo voler essere di parte, che hanno amicizie specifiche col presidente del Consiglio, diretto interessato, guarda il caso, al lodo Alfano.
Cosa dicono queste due persone?
Dicono, e se la prendono con noi, accusandoci di essere dei destabilizzatori, che loro possono fare quel che hanno fatto perché quel giorno non giudicheranno l'imputato Berlusconi, ma giudicheranno la costituzionalità di una legge e quindi, come tale, c'è la totale spersonalizzazione.
Non abbiamo scritto "Giocondo" in fronte!
Napolitano e Mazzella non sono due giudici della Corte costituzionale ignoranti, vogliono semplicemente considerare noi ignoranti!
Il lodo Alfano non è una legge fatta per la generalità degli italiani.
E' una legge porcata che il presidente del Consiglio si è fatto fare dal ministro della sua Giustizia, Alfano, e se la è fatta fare per non farsi processare.
Quindi, da quella decisione che la Consulta prenderà il 6 ottobre, per stabilire un principio o un non principio, cioè che "non tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge" e che uno, che è anche presidente del Consiglio, anche se ha ammazzato la moglie, se ha stuprato una bambina, o se ha spacciato droga, non può essere processato fin quando detiene tale ruolo. Decidere se tutto questo è costituzionale o meno non vuol dire semplicemente valutare una legge, ma in gioco c'è il destino del governo Berlusconi. Stiamo bene attenti! Berlusconi è accusato di corruzione di un testimone che si chiama Mills. Questo testimone, cioè il corrotto, è già stato condannato in primo grado a quattro anni e mezzo. E nelle motivazioni della sentenza si legge “corrotto da Silvio Berlusconi”. Quindi, se non avesse fatto il presidente del Consiglio, anche Silvio Berlusconi sarebbe stato condannato a quattro anni. Non è stato possibile processarlo perché si è fatto fare il lodo Alfano.
Allora il 6 ottobre è una data estremamente importante per la decisione che si andrà a prendere. Perché se si decide che la legge è costituzionale, allora vuol dire che Berlusconi non può più essere processato. Se invece il lodo è incostituzionale, il 7 ottobre ricomincia il suo processo e sapremo se, e in quale modo, anche lui è il responsabile come Mills, il corrotto, e se anche lui si merita quattro anni e mezzo di pena.
Allora, non nascondiamo la testa sotto la sabbia. Non pensino, Mazzella e Napolitano, che noi siamo tutti ignoranti. Prendere quella decisione su quella legge, il 6 ottobre, vuol dire decidere le sorti del governo, le sorti di Berlusconi, le sorti del nostro Paese.
Proprio ora, che questi due giudici hanno confessato definendosi amici intimi di Berlusconi, chiediamo ad entrambi di dimettersi e continuare a coltivare tutta l'amicizia che hanno con Berlusconi, oppure di astenersi quel giorno dal dover giudicare. Chiediamo anche al presidente della Corte costituzionale, Amirante, di non fare il “pesce in barile”, ma di assumersi la responsabilità di dire a quelle due persone che quel giorno vadano a pesca, piuttosto che presentarsi per decidere sul lodo Alfano.
Ci siamo appellati anche al capo dello Stato, e lui se l'è presa con me perché mi sono permesso di chiedergli se il comportamento di questi due giudici, sia accettabile. Il presidente Giorgio Napolitano ha risposto "ma io non posso interferire sull'autonomia e l'indipendenza della Corte costituzionale". Attenzione! Sull'autonomia e l'indipendenza della Consulta hanno già interferito questi due signori compromettendone l'indipendenza, quindi, al capo dello Stato spetterebbe il compito di ripristinare la credibilità e sacralità alla Corte! Ecco perché insistiamo dicendo che non si può stare a guardare, non ci si può comportare come Ponzio Pilato - non lo dico a lui, Giorgio Napolitano, ma lo dico soprattutto al presidente della Corte costituzionale, a tutta l'opinione pubblica. Questo è un fatto grave e si tratta di ritrovare quella serenità perduta sul fatto che, la Corte costituzionale, decida secondo scienza e coscienza, e non secondo rapporti personali pregressi, e attuali, tra un imputato e i suoi giudici.
Per questo ne facciamo una battaglia di civiltà, e ci sentiamo di farlo coerentemente alla raccolta, e nel rispetto, di quel milione di firme per il referendum contro il lodo Alfano.
Sulla questione del lodo Alfano, sul decreto intercettazioni e sul divieto di pubblicazione, l'unica strada da percorrere è il referendum, non volendo, e non potendo, utilizzare la mazza per la presa della Bastiglia.
Postato da Antonio Di Pietro in Politica
Commenti (22)
Postato alle 20:46 di sabato, 04 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]

Il Presidente della Corte Costituzionale, Francesco Amirante, nonostante un centinaio di costituzionalisti si sia pronunciato contro il lodo Alfano, nonostante i quindici della Consulta siano in estremo imbarazzo per il comportamento di due colleghi, nonostante quella cena fosse tutto fuorché di piacere, come testimonia la bozza di riforma costituzionale, apparsa appena due giorni dopo quella cena, negli uffici del Senato, nonostante tutto questo, non interviene per salvaguardare l’autonomia dell’istituzione che rappresenta.
Ricordo, al Presidente Amirante, che la Corte ha tra i suoi membri almeno due giudici non autonomi, e che la sua tardività nel pronunciarsi rischia, se dovesse ulteriormente protrarsi, di essere vista come un oscuro messaggio.
Quello che chiediamo ad Amirante è di farsi garante della terzietà, dell’indipendenza, ed autonomia della Corte Costituzionale.
L’incuria e la superficialità con cui i due giudici hanno liquidato la cenetta di maggio, unite alla loro ostinazione nel non volersi astenere dalla votazione del 6 ottobre, denotano la malafede che li muove.
La lettera aperta del giudice Mazzella al corruttore senza sosta denota, infine, un atteggiamento di riverenza, mista a servilismo, che giunge come un campanello d’allarme sull'effettiva indipendenza dei membri della Consulta.
Ricordo a Mazzella quanto gli studenti di giurisprudenza apprendono nei primi mesi di studio: mentre i giudici ordinari, in casi simili al suo, devono astenersi e possono essere ricusati, tali provvedimenti non sono stati previsti per la Corte Costituzionale, per il semplice fatto che, fino allo scorso maggio, era inimmaginabile che un giudice della Corte, rivendicando la sua amicizia personale con un imputato interessato alle decisioni della Consulta, lo invitasse a casa sua alla vigilia di un giudizio che lo coinvolge, addirittura insieme al ministro della Giustizia, che quella legge "ad personam" aveva promosso ed ordito.
Non arretreremo di un passo in questa battaglia sull’autonomia della Consulta e sulla decisione che la Corte stessa dovrà prendere il 6 ottobre con riferimento alla legge 128 (nota come lodo Alfano) di cui Silvio Berlusconi, per ora, è l’unico beneficiario.
(IdV)
Postato alle 17:44 di sabato, 04 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
la ricostruzione
Intercettazioni, Alfano: niente stop al ddl
Il ministro della Giustizia: «Il testo comunque non è immodificabile»
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| Il ministro Alfano (Ansa) |
ROMA - Sul ddl intercettazioni non ci saranno «stop» da parte del governo che, in ogni caso, non ritiene il testo «immodificabile» visto che «nessuno aveva mai parlato di porre la fiducia al Senato» o di un «percorso a rotta di collo» a palazzo Madama. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in una dichiarazione all'Ansa, si dice «sorpreso» della ricostruzione fatta da un quotidiano dell'incontro avuto venerdì con il Capo dello Stato.
LA SPIEGAZIONE - «Per quanto ci riguarda - spiega il Guardasigilli - il governo sarà presente martedì al Senato a sostenere un ddl nel quale crede e che confida possa essere approvato in tempi rapidi e al contempo compatibili con le esigenze di approfondimento che la Commissione Giustizia e l'Aula del Senato riterranno opportune dopo che il testo è stato per un anno alla valutazione della Camera». Alfano si dice «sorpreso dalle ricostruzioni dell'incontro avuto ieri col presidente della Repubblica che parlano di stop o di blocchi improvvisi del ddl sulle intercettazioni. Smentisco chiaramente questa ricostruzione e offro la prova di quanto dico nel ricordare che la Commissione Giustizia del Senato tratterà così come era previsto il ddl sulle intercettazioni». Quell' iter era stato «già concordato e stabilito» e - aggiunge - «consegna ai senatori un testo lungamente meditato (per un anno!) dalla Camera ed anche da vari esponenti della nostra coalizione che lo hanno condiviso. Questo ci fa pensare che il nostro testo abbia un impianto robusto, ragionevole, e condiviso al punto che, quando è stato sottoposto alla Camera alla votazione segreta, ha ricevuto numerosi voti anche da parte di esponenti dell'opposizione».
LA PRECISAZIONE - «Nessuno aveva mai parlato di porre la fiducia al Senato e dunque - sottolinea nella dichiarazione all'Ansa - non c'è alcuna novità in questo senso. Nessuno aveva mai parlato di immodificabilità del ddl ma sempre e solo di un impianto capace di essere sostenuto anche al Senato, che è un ramo del parlamento libero e sovrano sulla cui valutazione del nostro testo siamo fiduciosi. Nessuno aveva annunciato un percorso a rotta di collo o con l'acqua alla gola del ddl intercettazioni al Senato e dunque non c'è alcun ripensamento da comunicare o da annunciare». Quanto all'incontro avuto ieri con Napolitano, il ministro rileva che «nè in questa circostanza nè in altre il presidente della Repubblica ha mai espresso giudizi nel merito di singole norme in esame presso il Parlamento. Quanto letto oggi su un quotidiano - conclude - appartiene ad un modo di fare informazione che poco serve la verità e tanto invece il tentativo di condizionare il corso di eventi politici e legislativi ben chiari e sotto gli occhi di tutti»
Questi "personaggi" ci governano. Si fermano un momento a pensare, prima di aprire la loro maledetta boccaccia?
Maseghepensu
(Ma se ci penso)
Postato alle 17:35 di sabato, 04 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
E' online il blog dell'Antefatto, con le rubriche di Travaglio, Padellaro, Beha, le notizie e le analisi dei giornalisti del Fatto Quotidiano
La mosca tzé tzé
da L'Antefatto, 4 luglio 2009
Qualche ingenuo starà brindando per l’iniziativa assunta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e annunciata oggi da Liana Milella su la Repubblica. Siccome nessuna smentita è giunta dal Quirinale, se ne deduce che è tutto vero. Il capo dello Stato ha convocato il Guardagingilli Angelino Jolie per fargli sapere che la legge sulle (anzi contro le) intercettazioni e il bavaglio alla stampa, così com’è uscita dalla Camera e sta per essere approvata anche dal Senato, lui non la firma. E’ preoccupato per le eccessive limitazioni alla libertà di stampa e per l’irragionevolezza di alcuni paletti alle intercettazioni che, a suo avviso, potrebbero indurre la Corte costituzionale a bocciare la legge. Dunque, dirà qualche ingenuo, dobbiamo essere felici. Nossignori. Anzitutto per una questione di procedure: come lo stesso Napolitano ha più volte detto in pubblico, “quando il Parlamento lavora, il capo dello Stato tace”. Attende cioè che una legge sia approvata per esaminarla e decidere se promulgarla con la sua firma, oppure rinviarla alle Camere per manifesta incostituzionalità (o per scopertura finanziaria, ma non è questo il caso). Lui invece s’è inventato questa prassi sconosciuta alla nostra Costituzione, che i soliti tromboni e pompieri al seguito chiamano elogiativamente “moral suasion”: far sapere riservatamente alla maggioranza che la legge non gli piace, affinchè sia modificata come vuole lui.
L’aveva già fatto col decreto anti-Eluana, e giustamente il governo aveva protestato contro l’insolita prassi di dare un parere preventivo mentre il consiglio dei ministri era riunito per decidere. Ora la scena si ripete mentre il Senato sta esaminando il testo. Lo scopo dell’iniziativa quirinalesca è evidente: “migliorare” una legge-porcata assolutamente impossibile da migliorare (come pensare di profumare un ammasso di letame con una goccia di Chanel numero 5) e risparmiare al governo Al Tappone lo smacco plateale di un disegno di legge bocciato dal Quirinale dopo essere passato in entrambi i rami del Parlamento. Peccato che, fra i poteri che la Costituzione riserva esplicitamente al capo dello Stato, non sia contemplato quello di preoccuparsi delle figuracce del governo (come non è previsto che il capo dello Stato inviti le opposizioni e la stampa a una “tregua” per non disturbare il governo alla vigilia del G8).
Il risultato sarà che la legge-bavaglio verrà lievemente ritoccata, produrrà ugualmente danni indescrivibili, ma alla fine il Quirinale ne firmerà la nuova versione, riducendo le speranze che la Corte costituzionale la faccia a pezzi. Se c’è il rischio che la Consulta non bocci nemmeno il Lodo Alfano, capolavoro di incostituzionalità, figurarsi i tremori dei nostri ermellini (compresi i compagni di merende di Papi) quando dovranno esaminare la porcata “migliorata” dalla “moral suasion" quirinalizia. Insomma, le peggiori notizie, nella politica italiana, sono proprio quelle che, all’apparenza, sembrano le migliori. Nella celebre commedia "A che servono questi quattrini", il protagonista Eduardo De Filippo consiglia a un suo giovane discepolo il da farsi in caso di eventi apparentemente negativi: mettersi di fronte allo specchio e ripetere alternativamente due frasi: “Chi ti dice che sia una disgrazia?” e “Chi ti dice che non sia una fortuna?”, facendole precedere entrambe con un bell’”A me nun me passa manco pe’ ‘a capa”. Noi, ogni volta che entra in scena la moral suasion napolitana, dobbiamo fare esattamente il contrario. Cioè ripetere allo specchio: “Chi ti dice che non sia una disgrazia?” e “Chi ti dice che sia una fortuna?”, “”A me nun me passa manco pe’ ‘a capa”.
Segnalazioni
Berlusconi e il disturbo vincente. Intervista allo psichiatra Luigi Cancrini di Stefano Corradino (Articolo21.info)
da Micromega.net
Mafia, politica e affari: sette domande al Cavaliere di Carlo Cosmelli
Il Re Taumaturgo è nudo di Angelo d'Orsi
Via dalla Consulta i cortigiani di Re Silvio di Pancho Pardi
Ddl sicurezza - Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Amelio: Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa
L'estate del Titanic - Ucuntu n.45 (3 luglio 2009)
Postato alle 16:25 di sabato, 04 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
Gianni Rossi
Politica
L'Autorità garante per la Privacy non ha dubbi: tutte le nuove leggi del governo Berlusconi in materia di sicurezza e quella sul blocco delle intercettazioni telefoniche tendono ad inserire elementi di restrizione delle libertà personali e collettive. Anche la stessa libertà di informare ed essere informati con la "Rete", attraverso blog, siti e social network, è in pericolo. Certo, non come in Cina e in Iran, anche se nella stessa Europa (vedi il caso della Francia) si è tentati di regolamentare in maniera restrittiva questo moderno diritto individuale e sociale. Ne abbiamo parlato con il membro dell'Autorità della Privacy, Mauro Paissan
Paissan, nella vostra Relazione annuale avete criticato le sanzioni ai giornalisti previste nella legge del governo che vorrebbe bloccare l'uso delle intercettazioni telefoniche, in nome della tutela della privacy...
Innanzitutto, notiamo che è stato fatto un uso strampalato e strumentale della privacy per giustificare un intervento che rischia da una parte di depotenziare la capacità investigativa della magistratura e delle forze dell'ordine e, dall'altra, delimitare pesantemente il diritto di cronaca. Con effetti, riguardo a questo secondo problema, credo paradossali e controproducenti per gli stessi proponenti di questo intervento legislativo. Impedire di informare significa incentivare il gossip sotterraneo di informazione nebulosa e imprecisa e, dunque, di violare in questo modo la dignità delle persone. Tutto ciò senza nasconderci che, da parte degli organi di informazione, sono stati commessi errori di eccesso nella pubblicazione delle famose "lenzuolate" di intercettazioni.
Voi avete vietato la pubblicazione delle foto scattate all'interno di Villa Certosa di Berlusconi. Ma il diritto alla privacy è uguale per potenti e per "poveri cristi"?
Uguale non lo è, perché la stessa nostra normativa prevede che il personaggio pubblico abbia una minore tutela, però lo stesso codice deontologico dei giornalisti stabilisce che anche i cosiddetti Vip hanno diritto ad una loro privacy, quando si tratta di fatti o vicende non strettamente legati al loro ruolo pubblico. Nel caso delle foto di Villa Certosa, c'è stato effettivamente un'invasione di una privata dimora con uno strumento tecnologico per fotografare situazioni di non così evidente interesse pubblico. Il nostro provvedimento di blocco delle foto interne alla villa, però, si è accompagnato con una totale legittimazione delle foto scattate nell'aeroporto e in un residence che, a differenza di Villa Certosa, è un luogo aperto al pubblico.
Internet come strumento per informare ed essere informati. Ma il potere in Europa e nel resto del mondo cerca di mettere sotto controllo i blog e i social network...
Siti, blog, social network: i regimi hanno capito che lì c'è materia esplosiva! Il comportamento della Cina durante le Olimpiadi e dell'Iran in questi giorni, dopo le elezioni presidenziali, con la complicità di imprese tecnologiche, dimostra che questo mondo viene ritenuto pericoloso per i regimi autoritari. Altro discorso riguarda il tentativo di legge francese, che l'Italia volentieri scopiazzerebbe, per impedire lo scarico di file musicali o multimediali. Questa è una grande partita mondiale e non possiamo sottovalutare il diritto degli autori ad aver un profitto dalle loro opere. Comunque, ormai ci sono studi di economisti che dimostrano che proprio lo scarico di musica, per ora illegale, potenzia il mercato complessivo della musica stessa. Internet o viene governato a livello mondiale o resta pura anarchia, il che può essere anche complessivamente positivo. Non dobbiamo dismettere, però, la speranza del governo mondiale del settore.
Ronde e ordine pubblico, da poco legge dello stato: non si rischia che il grande fratello entri nella privacy di ognuno di noi, con la scusa dell'emergenza sicurezza?
Potremmo vederne delle belle! Perché se le cosiddette ronde si mettono a raccogliere dati e informazioni sui cittadini o anche immagini, si aprirebbe una miniera di problemi. In che modo e a che titolo potrebbero gestire questi dati, conservarli, per accedervi e consultarli. Questa sarebbe una via per creare in maniera surrettizia un altro corpo di polizia senza però regole. Spero che ciò non sia nei propositi di nessuno.
In allegato la Relazione integrale del Garante della Privacy ,
Francesco Pizzetti www.garanteprivacy.it
(AprileOnLine)
Postato alle 13:09 di sabato, 04 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
L'associazione a delinquere SB & Company iniziano ad aver timore di tenere il G8 nella Città dell'Aquila (questa mattina al TG3). Ora è venuta l'idea di, trasferirlo a Roma Capitale Italiota, villaggio della Lupa. E si, quando si scherza si scherza, ma se diventa troppo pericolosa "la cosa" 'e molto meglio soprassedere. Non è di alcuna importanza (per chi lo possiede) il Denaro (palanche) spese alla Maddalena o, come nell'ultimo caso all'Aquila per realizzare un Complesso che, probabilmente, compreso Aereoporto non verrà mai usato. La verità è che, il Villaggio Italia, questo danaro non lo possiede ma agli Italioti verrà presentato, a mio avviso, un conto molto salato. Mi domando, si può governare un Paese, anche se è abitato da italioti, in codesto modo? Vi penso e....rabbrividisco, tanto da aver pensato di cambiare la mia Cittadinanza,
in modo di non avere più nessun contatto con il Paese di merda in cui son nato.
Non criticatemi per favore, ma credo che a nessuno piacerebbe vivere in una cloaca. Arrivano dei poveri esseri Umani in Italia sperando di vivere meglio ma
non sanno quel che fanno. L'Italia è diventato un Paese da evitare e lasciare alla prima opportunità. No, non sono anti italiano, dico e scrivo queste parole con la morte e il pianto nel Cuore.
Maseghepensu
(Ma se ci penso)
Postato alle 10:41 di sabato, 04 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
4/7/2009 (La Stampa - Torino)
GIUSTIZIA
Correzioni se la Consulta dice no
UGO MAGRI
ROMA
La capacità del premier di complicarsi la vita stupisce persino chi gli sta intorno. Quella cena dal giudice Mazzella, ad esempio: vero che è suo amico di vecchia data, vero che per due anni gli ha fatto da ministro, vero che «rifiutare l’invito sarebbe stato un’ipocrisia». Ma dopo lo scivolone, e l’imbarazzo generale, ora la guardia pretoria del Cavaliere deve fare i conti con un problema in più. La sentenza della Consulta sul Lodo Alfano cessa di essere una formalità. Si prevede dura battaglia di qui al 6 ottobre prossimo, quando la pratica verrà istruita. E tra le menti giuridiche berlusconiane si fa strada l’ipotesi (mai presa in considerazione) che qualcosa possa andare storto.
Il «Piano B», insomma. Ovvero la soluzione d’emergenza cui fare ricorso qualora la Corte rifiuti di mettere timbro e ceralacca. Se ne sta ragionando. Fermo restando, sia chiaro, che il «target» è proprio una sentenza di totale rigetto delle eccezioni di costituzionalità. L’avvocato Ghedini andrà a perorare questa tesi personalmente. Lui confida di sentirsi «fiducioso» sebbene «raramente», si sfoga il capogruppo Cicchitto, «è stata fatta da sinistra un’operazione così smaccata per condizionare le decisioni della Corte». Mai come in queste ore, specularmente, si sono udite a destra tali e tante espressioni di riguardo nei confronti dei giudici costituzionali, dei quali vengono lodati equilibrio, sapienza, autonomia di giudizio... Però, sotto sotto, si valutano le subordinate.
La più gettonata prevede che la Corte accetti l’impianto del Lodo Alfano, dunque lo «scudo» per le quattro più alte cariche della Repubblica (in pratica per Berlusconi). E che tuttavia la Corte trovi da obiettare su questo o quel comma della legge, abrogandola parzialmente. Nel quartier generale Pdl, una mutilazione verrebbe accolta senza particolari tragedie, a questo punto quasi con sollievo. Il presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato, Vizzini, fa notare: «Per approvare il Lodo nei due rami del Parlamento ci vollero un paio di settimane. Casomai ce ne fosse bisogno, e non lo credo, ne basterebbero altrettante per introdurre le eventuali correzioni». Per di più, stavolta, con l’«imprimatur» della Consulta. Poi c’è l’ipotesi «più disgraziata»: che la Corte bocci il Lodo nella sua veste di legge ordinaria. Questo davvero sarebbe un incubo per Berlusconi. Promuovere il Lodo a legge costituzionale richiederebbe due passaggi alla Camera e altrettanti in Senato, senza escludere che qualcuno inneschi un referendum confermativo. In pratica, almeno un anno di tensioni politiche, di fiatone parlamentare, di fibrillazioni giudiziarie. Perché è chiaro che, senza «scudo» contro i processi, il Cavaliere sarebbe più vulnerabile, qualche procura si sentirebbe invogliata a prendere nuove iniziative... Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl, rifiuta previsioni. «Le sentenze si commentano quando sono pubbliche», mette le mani avanti, ma aggiunge: «Siamo dinanzi a una strategia politica dell’opposizione tutta volta ad ammaccare il più possibile Berlusconi, fino a renderlo irriconoscibile».
La risposta del Pdl sarebbe quella, ovvia, di rimboccarsi le maniche. Una corsa contro il tempo nelle aule parlamentari. Ma non solo. Verrebbero sfoderate tutte le artiglierie: «À la guerre comme à la guerra». La bocciatura della Corte sarebbe denunciata come un’auto-smentita figlia delle pressioni politiche violente di Di Pietro (nel 2004 la Consulta aveva escluso che per il Lodo fosse necessaria una legge costituzionale), ma soprattutto come una sconfessione di Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica per ben due volte, e a distanza di mesi l’una dall’altra, si è fatto garante del Lodo. Addirittura (tengono nota ai vertici del Pdl) ha pubblicamente fatto sapere tramite il suo portavoce che il testo licenziato dal Parlamento risulta migliore di quello presentato dal governo. «Finiremmo nel baratro della crisi istituzionale»: è la cupa previsione, che sembra già una minaccia.
In un mio Post, precedente a questo, accennavo al "sassolino" lanciato in acqua per vedere l'effetto che fà. Infatti, come prevedevo è accaduto. Manica di imbroglioni son tutti, senza escludere nessuno.
Masegepensu
(Ma se ci penso)
Postato alle 10:19 di sabato, 04 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
4/7/2009
STRAGE A VIAREGGIO
Approvata la direttiva europea
sui trasporti pericolosi, ma è ancora inapplicabile
di DAVIDE FEDERICI
VIAREGGIO
Le norme per il trasporto ferroviario in Europa sono un puzzle, con conseguenze facili da immaginare: un vagone collaudato in un paese permissivo circola in tutto il continente. Per fortuna l’Ue l’anno scorso ha prodotto la direttiva «Trasporto interno di merci pericolose». Sembra scritta pensando a Viareggio. Il suo spirito è semplice: stesse norme di sicurezza, stesse garanzie per tutti. Ma in Italia la direttiva non è stata ancora recepita. Il limite previsto era il 30 giugno scorso. Il giorno dell’incidente di Viareggio. Il testo della direttiva è compreso nella legge comunitaria 2008 approvata il 23 giugno scorso dal Parlamento. Per l’entrata in vigore serve però un decreto legislativo. «Purtroppo - ricorda Alessandro Rocchi, segretario della Filt-Cgil - l’Italia ha il record del ritardo nel recepimento delle direttive europee».
Il destino dei 22 morti di Viareggio non sarebbe cambiato, ma bisogna guardare anche al futuro. L’incidente, secondo i primi accertamenti, è stato causato dal cedimento dell’asse del primo carrello del convoglio. Come ha scritto ieri La Stampa, il vagone che ha ucciso 22 persone era immatricolato in Germania: le norme su controlli, revisioni e certificazione di sicurezza erano quelle tedesche. E le norme in questione prescrivono che le analisi radiografiche sul metallo dell’asse dei vagoni debbano essere compiute solo per la porzione tra una ruota e l’altra, perché più soggetta a sollecitazioni. Purtroppo, però, il pezzo si è fratturato proprio in corrispondenza della ruota. Ma che cosa c’entra la direttiva 68 con tutto questo? Il documento al punto 1 chiarisce: «Il trasporto di merci pericolose su strada, per ferrovie e per vie navigabili interne comporta un considerevole rischio di incidenti. E’ pertanto opportuno adottare misure atte ad assicurare che tale tipo di trasporto sia effettuato nelle migliori condizioni di sicurezza possibili». E’ solo l’inizio: la direttiva ha come fine «l’instaurazione di un regime comune che contempli tutti gli aspetti del trasporto interno di merci pericolose». Il punto 22 aggiunge: «L’obiettivo (...) è l’applicazione uniforme di norme di sicurezza armonizzate in tutta la Comunità e un livello di sicurezza elevato nelle operazioni di trasporto nazionale e internazionale».
Nella direttiva si parla di trasporti stradali, ferroviari e fluviali. Si dettano prescrizioni per l’etichettatura e la disposizione delle merci pericolose. C’è anche un capitolo dedicato ai vagoni cisterna che in Europa sono centinaia di migliaia. Scrive la direttiva: «Gli Stati membri possono autorizzare, sul loro territorio, l’utilizzo di cisterne e vagoni costruiti anteriormente al primo gennaio 1997 che non sono conformi alla presente direttiva, ma sono stati costruiti secondo le prescrizioni nazionali in vigore al 31 dicembre 1996, sempre che le cisterne e i vagoni in questione siano mantenuti in condizioni atte a garantire i livelli di sicurezza richiesti». I vagoni costruiti dopo il primo gennaio 1997 «che non sono conformi alla presente direttiva», ma rispettano precedenti norme possono continuare a effettuare soltanto trasporti nazionali. Il vagone che ha provocato la strage è stato costruito nel 2004, ma, secondo Mauro Moretti, ad delle Ferrovie, aveva pezzi realizzati nel ‘74 in Germania Est. Avrebbe potuto circolare liberamente in Europa con la nuova direttiva europea?
Del senno di poi, si dice, ne son piene le fosse. Con questa grande disgrazia il "detto" va letteralmente preso nel vero senso della parola. Noto purtroppo, che nessuno ha ancora preso in considerazione l'alta velocità con cui il convoglio viaggiava. Un treno che trasporta merci altamente pericolose, può transitare a 80 Km da una stazione con intorno tante case abitate? Se solo, fosse passato a 30 o 50 Km i danni causati e i Morti, probabilmente non sarebbero stati così catastrofici.
Molto probabilmente, tutto verrà insabbiato, come sempre. Infatti, in questo momento, l'attenzione dei Media è concentrata su chi e su cosa sono stati fatti
i controlli. Per una volta, almeno una sola volta, i colpevoli (almeno coloro che hanno dato il via libera per quella esagerata velocità, saranno chiamati a rendere conto dell'accaduto davanti a un Giudice?....Buon fine settimana........
Maseghepensu
(Ma se ci penso)
Postato alle 07:01 di sabato, 04 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
Il presidente chiama il ministro della Giustizia per fare il punto sul ddl al Senato
Dopo le "accese tensioni" nel mondo delle toghe e dei giornalisti, serve un approfondimento
ROMA - Napolitano frena il ddl sulle intercettazioni. Non lo convincono molte cose e il presidente è sensibile alle pesanti critiche che il mondo della giustizia e dell'editoria hanno sollevato sulla stesura del testo. Non vuole che la futura legge possa suscitare dubbi di costituzionalità. Dopo le "accese tensioni" dei giorni scorsi, preferisce nuovi approfondimenti e chiama al Quirinale il ministro della giustizia Angelino Alfano. Come aveva già fatto mercoledì nell'incontro con il presidente del Sentato Renato Schifani, Giorgio Napolitano usa tutta la sua autorità per indurre il governo ad un maggior approfondimento su un testo per il quale anche Giulia Bongiorno, presidente della Commissione giustizia della Camera, aveva dovuto lottare a lungo perché fossero smorzati alcuni eccessi.
Un faccia a faccia di tre quarti d'ora tra Napolitano e Alfano, in cui il ministro ha fatto la cronistoria del provvedimento, varato un anno fa dal Consiglio dei ministri e, dopo numerose modifiche, licenziato dalla Camera con un voto di fiducia e approdato all'esame della Commissiome Giustizia di Palazzo Madama perchè concluda la discussione generale martedì prossimo.
Il decreto non è ben visto né dall'opposizione né dai magistrati e dai giornalisti che contro la riforma hanno indetto uno sciopero. Anche Napolitano nutre perplessità sul alcune parti del decreto. Ad esempio quelle che consentono l'ascolto solo in caso di "evidenti indizi di colpevolezza" e non più di "gravi indizi di reato". Il che, osservano le toghe, comporterà una compressione notevole delle indagini perchè non basterà più un reato per avviare intercettazioni su un gruppo di persone, ma si dovrà avere in precedenza la certezza che a commettere il crimine sia stato proprio quell'indiziato.
E poi c'è il capitolo contro i giornalisti che rischiano il carcere se pubblicano intercettazioni. Così facendo, ha scritto recententemente la Federazione della stampa per giustificare una giornata di sciopero il 14 luglio prossimo, il decreto finirebbe per "intaccare il diritto di informazione sulle indagini e sulle inchieste giudiziarie".
(3 luglio 2009)
La tattica è sempre al stessa, si lancia un sassolino nello stagno e, viene osservata l'ondina di effetto. Più tardi, avverranno delle leggere modifiche da
una persona competente (vedi mavalà mavalà ghedini) con magari l'aiutino di qualche magistrato dell'Alta (sic) Corte e.....il gioco è fatto e la gente legge senza capire il significato. Da una manica di "lestofanti" si ci può aspettare di
tutto e di più. Non se ne abbiano a male questi "lestofanti" di turno e tirino i loro freni poichè, se reagiscono, si smaschereranno da soli. Se si parla di ladri nel gruppo presente in cui io/noi sono/siamo presente/i, mica mi offendo (ci offendiamo perchè io so (noi sappiamo) di certo, di non appartenere a quella categoria. Buona domenica...........
Maseghepensu
(Ma se ci penso)
Postato alle 00:39 di sabato, 04 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
La palestra dei lettori - 25/06/09
di danieleluttazzi.it
Recenti battute selezionate da Daniele Luttazzi fra i lettori del suo sito:
Silvio: "Mai pagato una donna", Veronica: "Preparati." (Alessandro Riva)
Stamattina accendo la radio e sento la coda del servizio: "... se ne va così uno dei personaggi più controversi degli ultimi anni: accusato di pedofilia, sottopostosi a decine di ritocchi chirurghici, le autorità indagavano sulle strane feste nella sua villa faraonica tanto da fargli pensare di metterla in vendita..." Prima ho pianto di gioia, poi per la delusione. (Marco Chiavalin)
Michael Jackson: il corteo funebre in moonwalk.
(alessandro mastantuoni)
Morto Michael Jackson, la Chiesa dichiara:"E' come se fosse morto uno dei nostri preti." (Amos Brandalise)
Morto Michael Jackson. Il suo corpo è stato imbalsamato. Ci sono voluti 20 anni. (Alessio Colantoni)
Michael Jackson è morto, la popstar già al lavoro per il remake di Thriller. (Daniele Peretto)
Lutto per la morte di Michael Jackson. Madonna: «Non smetto di piangere». Il vescovo apre l’istruttoria sul presunto miracolo. (Giovanni Enobocai)
Ahmadinejad: "Obama parla come Bush" Qualcuno gli spieghi che si chiama inglese. (Augusto Rasori)
Angelo Rizzoli:"Un complotto contro Silvio, come nel caso Montesi." Era coinvolto pure lì?? (PatriziaPietrovanni)
Berlusconi: "Non ho mai pagato una donna. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c'è il piacere della conquista; sarebbe come vincere una sentenza corrompendo un giudice". (Michele Incollu)
Nuova campagna di sensibilizzazione tra giovani e giovanissimi per il sesso sicuro. Installati distributori di preservativi nei bagni delle residenze del premier. (Mauro Melandri)
Napoli: in provincia ben 2 seggi al nuovo partito Sinistra e Libertà, nato recentemente dopo l'ennesimo litigio in seno a Rifondazione. Esulta il leader Vendola: "C'è spazio per un'altra scissione!". (Andrea Valente)
L’Inail festeggia il nuovo record in ribasso degli incidenti sul lavoro. I lavoratori rimpiangono di non avere un lavoro dove avere un incidente. (Claudio Favara)
Arriva Kobian, il robot che esprime 7 emozioni umane. Nicoletta Braschi non lavorerà mai più. (Pierpaolo Buzza)
I cattolici italiani sono talmente disgustati dall'immoralità del premier che potrebbero anche decidere di non andare mai più a puttane. (Stefano Trevisone)
Dopo le elezioni in Iran ci sono state talmente tante proteste che Khamenei non sa più cosa far dire a Maometto. (Michele Comelli)
La Gelmini augura buona fortuna ai maturandi: ne avranno bisogno tra qualche mese, quando si accorgeranno come ha ridotto l'Università. (Nicola Congiu)
Il disprezzo di Berlusconi per le donne è tale che le ritiene incapaci di usare un registratore. (devan maggi)
Organi in vendita sul web: Gasparri prenota un cervello. (Gianni Zoccheddu)
"Non sapevo che fosse una prostituta". Berlusconi è talmente ingenuo che potrebbe accogliere in casa un mafioso e scambiarlo per stalliere. (Massimo Mirandola)
Berlusconi: "D'Addario pagata per colpirmi". Il premier è un grande: sono anni che ne cerco una e posso assicurare che non è facile trovare una prostituta sadomaso. (Andrea Bertora)
Barbareschi sbarca su LA7 con un nuovo talk-show: e pensare che fino a l'altro ieri mi lamentavo di non prendere quel canale!
(piero esposito)
Un camion di bestiame ha preso fuoco sulla A10: morte quaranta mucche. Se i vigili del fuoco fossero arrivati solo cinque minuti prima a quest'ora le mucche sarebbero sane e salve al mattatoio. (Silvio Di Giorgio)
La prossima auto blu della Presidenza del Consiglio? Una Ford Escort. (Massimo Vitturi)
Capezzone: "Certo che la D'Addario è stata pagata per fare quello che ha fatto. E' il nostro mestiere". (Francesco Turri)
Confcommercio, Berlusconi non ci va: "Ho il torcicollo". Una scusa talmente logora che sta meditando di sostituirla con una più credibile, tipo "Ho il torcicazzo". (Paolo Ariu)
Franceschini annuncia la sua nuova candidatura. Gli elettori del PdL scendono in piazza. E festeggiano. (Lorenzo Maggian
Berlusconi presenta il nuovo disegno di legge sulla prostituzione: "il fenomeno sta dilagando, i dati non sono certi perché sulle mie frequentazioni c'è il segreto di stato". (Giulio Caroletti)
Minzolini critica l'inchiesta sul premier "Prudenza, non c'è notizia certa". Se Clinton l'avesse avuto come direttore della CNN.... (Giorgio Mannelli)
Affinità elettive: Berlusconi sta alla giustizia come Minzolini al giornalismo. (Alessandro Brescia)
L'Aquila. La terra è tornata a tremare nella tarda serata di ieri. La scossa è stata talmente forte che gli sfollati hanno temuto un nuovo concerto di beneficenza. (davide rossi)
Palermo, l'AMIA ha speso 750.000 euro per 1.500 cassonetti nuovi, troppo piccoli per i camion e quindi inutilizzabili. Adesso ne hanno ordinati altri 1.500, un po' più grandi, così da poterci buttare dentro quelli sbagliati. (Riccardo Viganò)
Si ritorna a parlare del ponte sullo Stretto di Messina. Un’opera indispensabile se si vuole che l’Italia non venga tagliata fuori dalle rotte internazionali del bungee jumping. (Silvio Di Giorgio)
Questo Articolo proviene da Megachip - Democrazia nella comunicazione
Postato alle 00:35 di sabato, 04 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
"Se non ci fosse il finanziamento, i partiti dove li prenderebbero
i soldi? Berlusconi - ha proseguito Bossi, ridendo apertamente
- sappiamo dove li trova, a Palermo". aprile '98...ridendo apertamente.
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Che una posizione sia "estrema" o meno, è soggettivo. Purchè la si
sostenga con argomenti e non a base di slogan e frasi fatte.
Discutiamo e sosteniamo le nostre posizioni con argomenti "in merito".
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"Dobbiamo intenderci: seimila euro per Berlusconi non
equivalgono certo a seimila euro per un comune mortale".
Avv. Ghedini: quando cinismo e sfrontatezza si incontrano?
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"Per novembre tutti i terremotati avranno una nuova casa".
Come possa dire "balle" talmente enormi e trovare ancora
gente che gli creda, solo Dio lo sa.... cioè Lui !!
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Emanuele Ficoberto in Salamoia: "Sarò per strada, dal mattino nei
caffè...parlare con i giovani, vedere con loro cosa si aspettano
di me (da me) e cosa posso fare per me".
Ora sì, ecco un programma elettorale chiaro: cosa può fare per se stesso !
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"Se qualcuno perderà il lavoro - disse un giorno il Nostro - non
sarà lasciato solo" ... e infatti, sono molti a fargli compagnia !
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Ogni tanto restare soli di fronte allo specchio e chiedersi "ma in
cosa credi veramente",può eswsere una pratica molto salutare ed istruttiva.
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"Considerato quanto siamo interdipendenti gli uni dagli altri, qualsiasi
ordine mondiale che dovesse elevare una nazione o un gruppo di individui
al di sopra degli altri sarebbe inevitabilmente destinato all'insuccesso."
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Saremo antiquati, qualcuno dirà che siamo ancora innamorati della lotta
di classe. In realtà la lotta di classe c'è, ma la fanno solo i padroni.
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"Ci sentiamo traditi dal mondo nuovo, e lo siamo. Anch' io ho rinnegato
me stesso: sono stato liberale per una vita, ora sono marxista"
Gaspar Miklos Tamas. Era il padre del dissenso in Ungheria.
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Le leggi si devono rispettare finchè a scriverle non siano i delinquenti
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Quali risposte abbiamo dato ai piccoli e piccolissimi imprenditori,
che spesso è solo proletariato che crede ingenuamente di rompere
le sue catene facendosi padroncino?
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"L' Italia non gode oggi di una libertà di stampa in alcun
normale significato della parola "liberta' ". The Times
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La Melandri che dopo aver visto ridursi di 7 punti in un anno
i voti del suo partito va a spiegare all'Italia dei Valori che
invece ha raddoppiato i suoi voti, che l'antiberlusconismo non
paga, complimenti!!...
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Altro che legge truffa, siamo alla legge Acerbo di Mussolini.
Per impedirlo c'e un solo modo, impedire il raggiungimento del quorum.
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E' del 27.63 % la vera misura dell' effettivo consenso elettorale
dell'attuale Governo....determinato a stravolgere l'intero impianto
costituzionale....
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Nella passata modernità industriale il capitalista doveva negoziare
con gli operai in carne ed ossa, per poter ottenere la disponibilità
del loro tempo di lavoro. Oggi c'e il loro tempo nudo: cellule di tempo
acquistabili senza più bisogno di guardarsi in faccia.
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Referendum? No, grazie. Se il Nano Fetens ha già ridotto
questa repubblichetta in un volgare e pacchiano sultanato,
e' facile immaginare cosa succederebbe con un sistema
bipartitico nel quale lui farebbe la parte del leone.
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Finalmente il telegiornale più visto della Rai, con la nuova direzione
di un dipendente di Berlusconi, ha sostituito le pulsioni gregarie di
sempre con una funzione più schiettamente servile.
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Bipartitismo coatto? No, grazie. Votare è la cosa più
importante da NON fare oggi: affossiamo il referendum
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È vero, la sinistra deve lasciare tutto il passato alle spalle:
ormai il posto fisso è una categoria vecchia. Oggi per essere moderni,
bisogna precarizzare. La pensione è "vecchiume", anzi .... stalinismo,
l'assicurazione e la pensione integrativa è il moderno!!
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Il disegno che voleva un governo ed una opposizione che si scambiano
sostanzialmente lo stesso programma in politica economica, sociale
ed estera e tutti gli altri fuori, è fallito.
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Bisogna cambiare la prima parte della Costituzione. la Repubblica
Italiana non può essere fondata su una merce, com' è il lavoro.
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Si privatizza instancabilmente, ma c'è sempre una lista di
privatizzazioni indispensabili per salvare l'economia. Il furto
denominato privatizzazione, avviene di continuo sotto i nostri
occhi. Non c'è ricchezza prodotta attraverso risorse pubbliche
che non debba essere privatizzata.
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Ritirato il disegno di legge sulla prostituzione. Chiedere la galera
per gli "utilizzatori finali" non dev'essere sembrato coerente con le
recenti attività del governo e soprattutto del suo capo.
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Nel discutere sul nostro futuro è sempre assente l' interlocutore
principale: le generazioni future, cioè i nostri figli.
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Stiamo distruggendo l'essenziale per creare il superfluo...
Il 20% della popolazione consuma l'80% delle risorse, spendiamo
e sprechiamo quello che neanche ci spetta
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Cinque mila persone muoiono ogni giorno bevendo acqua non potabile.
E noi la privatizziamo.
Postato alle 23:46 di venerdì, 03 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
Il Manifesto - 3 Luglio 2009
|
Il Colle non firmi
di
Domenico Gallo
La dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, in perfetta concordanza con la Costituzione italiana considera che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti uguali ed inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo. Sono questi i fondamenti dell'ordine costituzionale e della civiltà del diritto. Proprio questi fondamenti sono inesorabilmente travolti dal pacchetto sicurezza.
Con questo provvedimento sono state approvate una serie di misure persecutorie e discriminatorie nei confronti dei gruppi sociali più deboli, che nel nostro Paese non si vedevano dai tempi delle leggi razziali. In modo mascherato sono stati riesumati istituti tipici delle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti (fra italiani e immigrati irregolari). Soprattutto nei confronti degli immigrati sono state articolate una serie di misure, (reato di clandestinità, divieto di matrimonio, divieto di avere un'abitazione, ostacoli per l'accesso alle cure mediche, all'abitazione e per il trasferimento dei fondi alle proprie famiglie) che attentano all'intima dignità inerente a ciascun membro della famiglia umana e sono destinate a fare terra bruciata intorno ad una popolazione di centinaia di migliaia di persone, aprendo una sconcertante caccia all'uomo. Queste misure persecutorie, per la loro gravità, superano persino quelle introdotte con le leggi razziali.
Infatti le leggi razziali non sottraevano alle madri ebree i figli dalle stesse generate. L'Italia del 1938, sebbene piegata dalla dittatura fascista, non avrebbe mai potuto accettare un insulto così grave all'etica della famiglia, quale la scissione del suo nucleo fondamentale. Ed invece questo è proprio quello che succederà, attraverso il divieto imposto alla madri immigrate irregolari di fare dichiarazioni di stato civile. Non potendo essere riconosciuti, i figli saranno sottratti alle madri che li hanno generati e confiscati dallo Stato che li darà in adozione. Questa norma si pone al vertice delle misure discriminatorie del pacchetto sicurezza ed ha un grande valore simbolico, in quanto si tratta di una norma "ontologicamente ingiusta", che incarna un diritto completamente svincolato dalla giustizia.
Adesso che con l'ultimo voto al Senato si è compiuto il percorso parlamentare di questo mostruoso provvedimento siamo arrivati su una soglia al di là della quale c'è una trasformazione irreversibile della natura della Repubblica. Se la giustizia viene espulsa dal diritto, cambia la natura del diritto e si verifica un cambiamento del regime politico. In questo modo verrebbe cancellata per sempre la lezione del Novecento. Però questo mostro non è ancora diventato legge. Le garanzie previste dai Costituenti consentono di correggere questi abusi.
Per questo, Presidente Napolitano, ti chiediamo di non firmare, di non promulgare questa legge. Risparmia al nostro paese il disonore di aver reintrodotto in Europa le leggi razziali e tradito il sacrificio della resistenza. |
Postato alle 23:39 di venerdì, 03 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
Da il Manifesto
Il fatto...
In una sera di maggio si incontrano a cena due giudici
costituzionali, il premier, il sottosegretario alla presidenza del
consiglio, il ministro della giustizia, i presidenti delle commissioni
affari costituzionali di camera e senato. Il luogo è la casa di uno
dei giudici costituzionali. Si discute, tra l'altro, la prospettiva di
una radicale riforma della giustizia, volta a ridisegnare in specie la
figura del pubblico ministero, non più magistrato. Nei giorni
successivi circola una bozza di riforma costituzionale in tal senso,
si dice ispirata da uno dei giudici presenti alla cena. E tra non
molto la corte deciderà sul lodo Alfano, che impedisce per la durata
del mandato di sottoporre il presidente del consiglio a giudizio, o di
proseguire i giudizi in corso. La stampa da notizia dell'avvenuto.
Il diritto...
Interpellato, il giudice ospitante risponde, con parole sprezzanti,
che in casa sua invita chi gli pare. E che comunque, un giudice
costituzionale incontra politici di ogni calibro e colore. Da ultimo,
invia al presidente del consiglio una lettera aperta - come tale
rivolta al popolo italiano - in cui ribadisce anzitutto il «diritto
umano» di invitarlo a cena, e di vederlo «insieme a persone a me
altrettanto care e conversare tutti insieme in tranquilla amicizia».
Ovviamente, le notizie di stampa sono «frottole» raccontate a
«ignari lettori». Il tutto condito con ampi riferimenti alla
libertà e alla democrazia.
Tutti argomenti privi di ogni sostanza.
Partiamo dai fondamentali.
La corte costituzionale è il principale organo di garanzia del sistema.
Deve essere - e mostrare di essere - assolutamente autonoma e indipendente.
Di mestiere, la corte si contrappone al legislatore, quando valuta la
conformità a Costituzione di una legge. Se la legge è recente, si contrappone
anche alla maggioranza politica del momento. Da qui la necessità che
nessuna contiguità ci sia o appaia tra i giudici e chi ha poteri
formali o sostanziali nella formazione della legge. Anzitutto, i titolari - come
il presidente del consiglio o un ministro - dell'iniziativa legislativa del governo.
Ovvero i presidenti di commissione, che sono il braccio armato della maggioranza.
Ancor più quando si discute di temi che direttamente toccano i potenti. Ed in
specie quando liste bloccate è scelta oligarchica dei parlamentari
rendono le assemblee legislative un obbediente parco buoi. Più è
asservito il parlamento, più indipendente e autonoma deve essere la
corte in difesa della Costituzione. E la notte della Repubblica che
viviamo preclude a un custode della Costituzione - come la corte -
opinioni e suggerimenti su eventuali e stravolgenti riforme della
stessa Costituzione.
Ne vale l'argomento che
tra giudici e politici il contatto è inevitabile. Altro è se il giudice
incontra il politico in una occasione istituzionale, o a casa di amici
che hanno invitato entrambi. In tal caso il giudice si trova in una
situazione che non ha contribuito a determinare, non avendo in alcun
modo scelto i partecipanti. Nulla gli può essere imputato, ad esempio,
se incontra il presidente del consiglio a un ricevimento del Quirinale.
Diversamente,
nel caso di una cena a casa del giudice. L'argomento «a casa mia invito
chi voglio» diventa decisivo. La libertà del domicilio rende la scelta
dell'invitato rilevante: si potrebbe decidere di non invitarlo. Dunque si è
responsabili della scelta degli invitati. Si risponde di una scelta per qualsiasi
motivo inappropriata.
Chi può escludere che siano state scambiate assicurazioni sul futuro
voto dei due giudici per il lodo Alfano? Non sfugge a nessuno che solo
la sentenza della corte separa Berlusconi dalla ripresa dei processi a
suo carico. Ne sfugge che già la prima sentenza - quella sul lodo
Schifani - non fù particolarmente incisiva sul principio di
eguaglianza. Il voto di due giudici potrebbe alla fine determinare una
maggioranza, e quindi la decisione della corte.
Stupisce che dell'accaduto si sia parlato - in fondo - poco. Qui non
e questione di tregua per il G8. Non di bassa cucina si tratta, ma
della salute delle istituzioni. E dov'e la torma di opinionisti e
costituzionalisti veri o presunti che di norma intasa carta stampata e
talk show? Conformismo e autocensura calano sul paese. Non si
considera che l'etica pubblica pone parametri piu stringenti di
quelli giuridici. Non si vuole vedere che il privato dei potenti ha
spesso un rilievo pubblico. E si richiama a sproposito la privacy,
dimenticando che in paesi di piu solida democrazia rispetto al nostro
si ritiene che per le figure pubbliche debba prevalere l'informazione.
Leggi in itinere apprestano bavagli per la stampa e la magistratura,
quando le cronache dimostrano l'assoluto bisogno del contrario. Alla
fine, accade in Italia quello che, altrove, sarebbe impensabile.
Per questi motivi la cena di qua, e la lettera che ad essa ha dato
seguito, sono gravemente lesive del ruolo della corte costituzionale,
e pericolose per la Repubblica.
------------------------------------
A cenare da Mazzella sono presenti Berlusconi, che trae vantaggio dal
Lodo Alfano, i giudici Mazzella e Napolitano, che devono giudicare la
costituzionalita' del Lodo Alfano, Angelino Alfano, il ministro che ha
scritto il lodo Alfano. Hanno parlato di tutto, ma non del Lodo Alfano.
Postato alle 22:00 di venerdì, 03 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
3 Luglio 2009
Il tour gastronomico della Corte Costituzionale
La mappa gastronomica della Corte Costituzionale
(Google Maps)
| Videocommenti (1) su: "Il tour gastronomico dell ..." |
|
Napolitano ha comunicato con gli italiani sulla cena tra Mazzella e Napolitano (ma quanti sono questi Napolitano?) e il corruttore Silvio Berlusconi. Cena in cui NON si è parlato del Lodo Alfano. Morfeo ha detto, sulla serata a casa Mazzella, che lui non vuole interferire in quanto rientra: "nella sfera di insindacabile autonomia della Corte Costituzionale". Con la Corte possono interferire solo il presidente del Consiglio, il ministro della Giustizia Alfano e il presidente della commissione Affari Costituzionali. Tutti tranne lui, il presidente della Repubblica. Il presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante si è però fatto sentire e ha chiesto di: "Abbassare i toni".
Due presidenti di due istituzioni che rappresentano tutti i cittadini italiani si preoccupano solo di salvare le forme. Una volta i panni sporchi si lavavano in casa, oggi non si lavano nemmeno più, li si nasconde e, se emanano un lezzo nauseabondo, gli auguri e gli auspici sono di "una tregua nelle polemiche".
La Corte Costituzionale è composta da 15 persone. Chi sono questi giudici? Come si diventa giudice costituzionale? Il profilo ideale per diventare membro della Consulta è un'età superiore ai settant'anni, una laurea in giurisprudenza, ma soprattutto essere nato a Napoli o in Campania. Su 15 componenti nove sono campani, di cui cinque napoletani. Completano la squadra due romani, un siciliano, un toscano, un ligure e un lombardo. Trovo corretto riportare i nomi dei giudici, da loro dipende la democrazia in Italia e l'applicazione dell'articolo 3 della Costituzione: "tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge".
Il giudice Mazzella ha dichiarato che molti suoi colleghi "hanno sempre ricevuto nelle loro case alte personalità dello Stato". Trovo corretto che ricevano anche i comuni cittadini, le basse personalità dello Stato che gli pagano lo stipendio. Per aiutarli pubblico una mappa: il tour gastronomico della Corte Costituzionale. I cittadini potranno donare parte della loro spesa per questa iniziativa e lasciare di fronte al portone di casa di ogni giudice il sacchetto con le cibarie e il suo nome. La sera, tutti a casa del giudice costituzionale. Simmo 'e Napule paisà!
I componenti della Corte Costituzionale:
Presidente
Francesco Amirante
Vicepresidente
Ugo De Siervo
I giudici costituzionali
Sabino Cassese
Alessandro Criscuolo
Alfio Finocchiaro
Giuseppe Frigo
Franco Gallo
Paolo Grossi
Paolo Maddalena
Luigi Mazzella
Paolo Maria Napolitano
Alfonso Quaranta
Maria Rita Saulle
Gaetano Silvestri
Giuseppe Tesauro
Postato da Beppe Grillo il 03.07.09 15:39 | Informazione |
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Aggiungerei: Sovraintendente Generale nonchè Controllore Sivio Berlusconi
Oppure: "visitatore invitato d'eccezione Berlusconi Silvio detto "il nano".
Maseghepensu
Postato alle 21:40 di venerdì, 03 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
E' online il blog dell'Antefatto, con le rubriche di Travaglio, Padellaro, Beha, le notizie e le analisi dei giornalisti del Fatto Quotidiano
di Antonio Massari e Peter Gomez
da L'espresso in edicola
Da Silvio Berlusconi agli uomini di Massimo D'Alema. Giampi li aveva sedotti tutti con le sue donne, i suoi viaggi, la sua vita perennemente sopra le righe.
È una sorta di bicamerale degli affari e del piacere quella che emerge dalle inchieste condotte dalla procura di Bari su Giampaolo “Giampi” Tarantini, il giovane imprenditore della sanità che, a partire dall'estate 2008, ha reso felice il premier presentandogli decine di escort, starlette e aspiranti dive della tv. E gli effetti cominciano a farsi sentire. Mentre il presidente del Consiglio resta asserragliato nel suo bunker contando di superare indenne anche lo scoglio del G8, in Puglia il presidente della Regione, Nichi Vendola, azzera la sua giunta di sinistra e sventola la bandiera della questione morale.
Sotto accusa finiscono così gli uomini del Partito democratico più legati a Tarantini: l'ex assessore alla Sanità, Alberto Tedesco e il vice presidente e assessore all'Industria, Sandro Frisullo. Due potenti politici locali piazzati dai dalemiani sulle poltrone chiave del governo regionale.
Frisullo paga i rapporti con Giampi e soprattutto con le sue amiche, a partire da quelli con Terry De Nicolò, una barese da poco trapiantata a Milano, che a L'espresso dice: «No, con in giornali non parlo. Mi hanno contattata in molti, dai quotidiani ai settimanali, ma per concedere un'intervista avrei bisogno di un supporto legale ed economico. Perché se mi querela Berlusconi, io poi cosa faccio?». Terry, in ogni caso, è una delle quattro ragazze già ascoltate dagli investigatori. Poche rispetto alla reale ampiezza della corte di Giampi. L'espresso ha ricostruito un elenco di almeno altri 17 nomi. Ne fanno parte anche l'ex direttrice di un celebre locale nella Costa Smeralda, una protagonista di reality, un'addetta al casting per programmi tv, una giocatrice di tennis semiprofessionista e alcune straniere: una rumena, una polacca, una dominicana, una ballerina brasiliana e una senegalese.
Al centro di tutto, comunque, più che le storie di donne, restano gli interrogativi legati agli appalti. I più pesanti riguardano il ruolo di Tedesco. L'ex assessore è da tempo indagato. I pm lo accusano di aver brigato e fatto pressioni su funzionari regionali per favorire imprese che fanno capo a amici e familiari. E adesso tra le forniture finite nel mirino dei magistrati ce ne sono pure due, da due milioni e mezzo di euro, vinte dalle imprese di Tarantini. Per gli investigatori potrebbe non essere un caso. Secondo loro, anche negli anni della giunta Vendola, il sistema politico affaristico della sanità ha continuato a funzionare (sebbene a ritmi più blandi) secondo schemi collaudati nel periodo in cui governava l'attuale ministro del Pdl, Raffaele Fitto. Insomma stesse modalità, ma, Tarantini a parte, protagonisti diversi.
Esemplare è quanto è accaduto nel settore delle cliniche convenzionate con la regione. Qui con l'arrivo di Tedesco fanno prepotentemente ingresso una serie d'imprenditori considerati vicini ai dalemiani. Oggi, come L'espresso è in grado di rivelare, la Guardia di Finanza sta cercando di mettere a fuoco la figura di Francesco Ritella, 35 anni, ritenuto il «dominus» della Kentron, che a Putignano gestisce un centro di riabilitazione per 120 pazienti. Nel 2006 il centro, pur non avendone i requisiti, viene accreditato prima ancora che siano terminati i lavori di costruzione della struttura. Dietro tutto l'inghippo ci sono interessi economici e politici. Non per niente nel caso dell'accreditamento di un'altra clinica a essere favorita, secondo i pm, è una società che vanta tra i suoi fornitori addirittura l'azienda del fratello di Tedesco.
In questo ambiente Tarantini si trova a suo agio. Non solo perché è amicissimo dei figli di Tedesco (che come lui vendono protesi), ma anche perché una sua azienda - controllata al 50 per cento - detiene parte del capitale di una società specializzata in produzione di energia. Anche questa società, la Prod.eco, è una sorta di bicamerale: tra gli altri soci figurano un consigliere regionale dell'Udeur e una donna da sempre vicinissima a Ritella. Nell'aprile di quest'anno le quote dell'amica di Ritella vengono cedute a una compagnia di catering che proprio in quel periodo ottiene il servizio ristoro per i carabinieri che saranno di stanza all'Aquila in occasione del G8.
Sono le settimane in cui Giampi, grazie alla sponsorizzazione di Berlusconi, viene presentato ai vertici della protezione civile e di altri ministeri. È il periodo in cui, da semplice venditore di protesi, si è ormai trasformato in lobbista. Una metamorfosi rimasta impressa sui nastri delle intercettazioni telefoniche della Finanza. Intercettazioni che hanno anche permesso di ascoltare in presa diretta le visite a Palazzo Grazioli di Patrizia D'Addario, l'escort barese reclutata da Tarantini per ingraziarsi il Presidente del Consiglio. Sono quelle trascrizioni, sommate alle registrazioni e ai filmati effettuati dalla donna nella residenza del cavaliere, a rendere Patrizia una testimone attendibile. Nel suo passato, nel 1996, la escort era infatti già incappata in una condanna per truffa e concorso un calunnia, un reato che per ironia della sorte le verrà contestato dalla procura di Bari anche nei giorni della sua deposizione su Berlusconi. Ma le presunte vittime, in questo caso, non sono politici, bensì tre poliziotti delle volanti che Patrizia avrebbe falsamente accusato dopo una multa per un'auto in sosta vietata. Era il 2007 e la donna avrebbe detto tra l'altro «lasciatemi andare, chiamo i giornalisti, ve la faccio pagare cara».
(immagine di Roberto Corradi)
(voglioscendere)
Ma come si fa a restare zitti? Infatti, sarebbe a voler accettare: "fatevi i cazzi vostri che io faccio i miei" Firmato: berlusconez & C.
Masaghepensuz
Postato alle 21:29 di venerdì, 03 luglio 2009
da: [
Masaghepensu]
3 Luglio 2009

Tremorti ha invitato oggi lo psiconano al workshop del ministero dell'Economia sulla ricostruzione dell'Aquila. Berlusconi sprizzava ottimismo: "Entro settembre nessuno dormirà più in tenda, con una differenza sostanziale rispetto ad altri terremoti che hanno colpito l'Italia". Non si sa se porta più sfiga lui, Tremorti o tutti e due insieme. Cinque scosse di terremoto crescenti hanno subito colpito L'Aquila fino a una magnitudo 4,1. Gli abruzzesi che ancora hanno una casa si sono precipitati in strada. Alle scosse è poi seguito un violento nubifragio allagando le tendopoli. Lo psiconano sta preparando un G8 Holocaust.
Postato da Beppe Grillo il 03.07.09 19:03 | Muro del pianto |
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A proposito di fortuna/sfortuna, "tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino". E che fosse a vorta bona.
Maseghepensu